IN MEMORIA DI BINDO FIORI

Il 5 gennaio di quest’anno è scomparso Bindo Fiori, carissimo amico mazziniano e repubblicano nato a Falconara il 12 agosto 1929  e là ha vissuto l’intera esistenza. Ha sopportato coraggiosamente i postumi invalidanti di una grave malattia infantile che però non è mai riuscita a cancellare dal suo volto il sorrisp e la capacità di esprimere simpatia e cordialità.  Nella vita è stato impiegato dell’Ente di Sviluppo Marche apprezzatissimo dai dirigenti e dai colleghi, ma la passione della sua vita è stata la politica ed in particolare il mazzinianesimo mazziniano, vissuto sin dalla giovane età sotto la guida di Piero Pergoli, medico generoso e uomo di pensiero acuto, mazziniano di razza intransigente e repubblicano azionista di razza scomoda, con il quale allacciava un rapporto d’amicizia profonda. Lo stesso rapporto di affezione Bindo ha poi allacciato con Livia, figlia di Piero, da poco scomparsa e che ricordiamo ultima presidente dell’Istituto per la Storia del Movimemnto Democratico e Repubblicano e custode intelligente ed attenta della memoria paterna e della sua eredità spirituale.

Bindo è stato anche e a lungo impegnato nel P.R.I. di Falconara, ricoprendo cariche politiche come quella di segretario e di vice-segretario della Unione Repubblicana della sua città. Di questo impegno chi scrive ha ritrovato documentazione scritta costituita dagli atti del congresso cittadino dei repubblicani falconaresi tenutosi nel 1991, aperto dalla relazione del segretario, Bindo, riletta dopo la sua scomparsa con vivo piacere. Si è letto che uno dei temi più importanti portati alla discussione dei congressisti era quello della migrazione, che dopo quasi trentanni  continua a scottare e che allora si stava affacciando nella società italiana di allora prossima ad essere stravolta dal crollo del preesistente sistema dei partiti. Orbene Bindo affrontava il problema facendosi dettare dall’umanesimo che costituiva il suo tratto personale più peculiare, forgiato dalla educazione mazziniana ricevuta,  parole di tolleranza e di civiltà verso che è vittima di guerre e di carestie,   accompagnate da senso di responsabilità.

Le sue qualità gli procuravano molti amici e questa sua dote consente di ricordarne alcuni: Mario Serrani, Ivo Brandoni, Luciano Gherlantini, Gino Bonafoni, Patrizio Venarucci ed altri, tutti scomparsi. Tra questi fa parte, il solo ancora vivo e vegeto, Angelo Orso, uomo di costumi personali che lo avvicinano a Bindo e che ha sollecitato questo ricordo nel Lucifero.

N.S.